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La piramide di Cheope, le cui «repliche» in scala producono i misteriosi effetti
terapeutici, è tuttora per molti versi un enigma. Costruita oltre 4.500 anni fa, sembra dimostrare che gli Egizi conoscessero già, empiricamente, il «pi greco», cioè il rapporto tra diametro e circonferenza del cerchio, 23 secoli prima che
Archirmede lo enunciasse. E c'è chi, nelle sue misure, afferma di aver decifrato le date più importanti della storia. |
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Misteri
del Faraone
Khufu (meglio noto con il nome, grecizzato da Erodoto, di Cheope), faraone della quarta dinastia che regnò in Egitto intorno al 2.600 avanti Cristo, fece costruire la più grande di tutte le piramidi - quella che oggi porta il suo nome - a Giza, 36 chilometri a nord di Menfi.
Annoverata dai Greci fra le sette meraviglie del mondo, la piramide di Cheope è alta 146,59 metri e ogni suo lato è lungo 230,35 metri.
La ciclopica costruzione copre una superficie di 54 mila metri quadrati. Per innalzarla furono impiegati circa due milioni e 300 mila blocchi di pietra del peso medio di 2.300 chilogrammi
ognuino. Si calcola che nella costruzione siano stati coinvolti non meno di 70 mila contadini, impegnati - nei mesi in
cui le innondazioni del Nilo bloccavano il lavoro nei campi - a realizzare un gigantesco monumento a onore e gloria del faraone che, nella sua persona, rappresentava l'intero Egitto (secondo una concezione autocratica che giunse al culmine proprio sotto il regno di Cheope).
Un fatto che ha sempre suscitato stupore nei cultori della numerologia è che l'inclinazione delle pareti della Grande Piramide (come viene anche chiamata quella di Cheope), pari a
51°52°, fa sì che l'altezza della costruzione sia, rispetto al perimetro, in un rapporto uguale al doppio di quello che intercorre fra il diametro di un cerchio e la sua circonferenza:
(il famoso pi greco> = 3,1416 ... ). La constatazione non sarebbe sorprendente se il «pi greco» fosse stato conosciuto dagli Egiziani. Ma il fatto è che il numero trascendente 3,1416... fu una scoperta molto più tarda, alla quale arrivò circa 2.300 anni dopo il grandissimo matematico greco Archimede. Quindi, gli antichi Egizi sarebbero riusciti a definirlo senza ricercarlo e senza conoscerlo.
Questo fatto ha contribuito a incoraggiare le ricerche dei cultori di <numerologia> (l'arte di trovare nei numeri significati magici e mistici), che hanno analizzato, centimetro per centimetro, le
misure della Grande Piramide.
Così, c'é stato anche chi con complicati calcoli ha letto, nelle misure delle camere sepolcrali del
monumento alcune date fondamentali della storia dell'umanità. La singolare profezia, per quanto discutibile (e discussa), è comunque un'ulteriore testimonianza di una realtà che permane valida dopo secoli di esplorazioni e studi delle piramidi: quella di
un grande mistero ancora parzialmente irrisolto. |